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Il sentiero degli Alpini

Il nostro lavoro

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          Era un progetto da molti anni sulla carta. La realizzazione sembrava al di fuori della nostra portata, ma poi anche le cose difficili, quando ci si arma di buona volontà, risultano abbordabili e la gioia, la fierezza che traspare sui volti illuminati dei più impegnati è immensamente meritata.

         E’ un po’ il sunto, questo, di come si è partiti per affrontare un progetto molto ambizioso, di vasta portata e che rimarrà inequivocabilmente a testimonianza dell’impegno profuso.

         Stiamo parlando ovviamente del nostro sentiero, del Sentiero degli Alpini e, prima di affrontare il resoconto dei lavori, è bene riassumere per sommi capi le caratteristiche tecniche del percorso. Esso si sviluppa su una lunghezza di Km. 54,4 e parte da quota 100 m. (dalla Chiesa di Collina sopra Forlì) per concludersi ai 1658 m. di Monte Falco. E’ tutto un percorso di crinale e pertanto la vista che si può ammirare, oltre alla naturale quiete dei luoghi, è di rara bellezza. Tutto il tratto, ripetiamo di km. 54,4 è già interamente segnalato con colori bianco-verde ed a breve, dopo aver ottenuto le necessarie autorizzazioni, il sentiero verrà dotato di frecce direzionali per dar modo di affrontare la passeggiata prescelta nella più assoluta sicurezza. E’ stata fatta inoltre la richiesta al CAI per ottenere anche il numero del Sentiero (ora segnalato dal CAI come "S.A. n° 301" con colore bianco/rosso n.d.r.).

 

L'inaugurazione del Sentiero nei pressi della Cà Bionda a Cusercoli il 28 Settembre 1991. Si riconoscono in primo piano da Sin.: Il Presidente di Sezione DI VINCENZO, Il Direttore di "AIRONE" Dr. Giannella, il Capogruppo di Forlì PIO ZAVATTI ed il Vice Presidente di Sezione VISOTTI.

 

         Molti si chiederanno qual è stata la molla che ha fatto partire l’iniziativa. Naturalmente da un alpino, profondo conoscitore della nostra zona che, armatosi di vecchie carte e di scarponi altrettanto consumati ma comodi, ha rivisitato i luoghi di un antico sentiero ormai in disuso. Da qui il passo è stato breve. Un pensiero e la irresistibile tentazione di riportarlo all’aspetto iniziale è stato un tutt’uno.

         Spalleggiato quindi da altri volenterosi alpini l’iniziativa è così partita e nell’ottobre del 1989 ha avuto luogo la prima spedizione. La ripulitura del vecchio sentiero da enormi ginestre ed il rifacimento di alcuni tratti franati sono stati gli interventi più urgenti. La qual cosa è costata molta fatica fisica, qualche indolenzimento muscolare e vesciche varie sulle mani di qualcuno non troppo abituato a lavorare di badile e di piccone. Ma tant’è che il tratto ora è percorribile nella sua intierezza. Rimane ancora molto da fare come detto e soprattutto l’opera di mantenimento sarà quella che ci impegnerà maggiormente.

         Quando orgogliosamente il nostro lavoro è stato presentato in Aprile ’90 a Forlì nell’ambito del Foram (Rassegna delle attività di valorizzazione turistica ed ambientale dell’Appennino svoltasi a Forlì dal 21 al 25 Aprile ’90) l’abbiamo denominato “Il Sentiero degli Alpini”; l’accoglienza è stata veramente superiore alle attese e le richiesta di chiarimenti e di cartine del percorso erano pressanti. A tutti i visitatori abbiamo risposto con indicazioni precise e sicure e riteniamo di aver portato una valida alternativa ai sentieri già esistenti sia per l’apprezzabile lunghezza che per i paesaggi che si possono ammirare.

 

 

         Il sentiero si riallaccia quindi al discorso iniziato dal nostro Gruppo anni fa quando per la prima volta proponemmo il “1° Incontro con la Montagna” che ad ottobre di quest’anno è giunto già alla IV° edizione; da questa riscoperta e con l’aiuto sempre attento e puntuale degli alpini più attivi, il Gruppo ha tratto diversi stimoli per avviare una trasformazione graduale negli impegni per portare ad una maggiore conoscenza ed a valorizzare la montagna che, si badi bene, è un continuo susseguirsi di novità, emozioni e nuovi mondi.

 

Il Capogruppo PIO ZAVATTI  illustra ai convenuti il "Sentiero degli Alpini".

 

        La concretezza del nostro operare, a differenza di quanti invece si propongono come semplici venditori di fumo ci consente poi di guardare gli altri dall’alto ed ammirare, con fierezza, il nostro sentiero. Poche parole, molti fatti, nessun contributo. E siamo fieri anche di questo.

 

 

        La strada, intesa proprio in senso lato, è ancora lunga ed il Sentiero degli Alpini avrà bisogno dell’aiuto e dell’affetto di tutti noi. Dovremo pur trovare, anche a turno, un momento da dedicarvi per abbellirlo, per renderlo sempre agibile e percorribile anche quando con l’inaugurazione ufficiale consegneremo al veri amanti della montagna ciò che è nato dall’impegno e dalla caparbietà tipicamente alpina.

 

Enrico Panzavolta

Tratto da “L’Alpén ‘d Furlé”

del Dicembre 1990

 

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